la
prima volta che ho fatto un post come questo, di ritorno, rientro,
ripartenza, ormai qualche annetto fa (***), speravo davvero fosse la
sola e unica occasione… purtroppo negli anni ne sono seguiti altri, anche per assenze di brevi periodi, fino ad arrivare a quello per le
mascherine ed ora eccomi di nuovo qui a riscriverlo, ridirlo,
ripeterlo… ormai
dovrei averci fatto l’abitudine ma devo dire che non è proprio
così… solo che per quanto mi sforzi e mi riprometta ogni
volta di continuare a pubblicare e tenere aggiornato con un po’ più
di regolarità il mio blogghetto adorato, mi devo sempre ricredere…
a
nulla valgono le solite frasi fatte relative al volere è potere,
almeno non per me e non in questo caso, non c’è verso… a dirla tutta mi ha sempre
fatto uno strano effetto sentirle… sì, come concetto idealistico e
per un sano ottimismo di vita, vanno bene, certo, e lungi da me il
voler criticare chi invece ne fa una regola quotidiana, anzi semmai
il contrario (diciamolo chiaro: è solo invidia, sana e semplice
invidia 😊)… però in concreto alla
fine io riesco sempre a chiedermi: ma come fanno?
devo anche ammettere
che c'è sempre chi riesce a rincuorarmi: dai dai, si vede
che in tanti hanno sogni e desideri piccoli piccoli, forse alcuni
hanno una vita vuota che più vuota non si può ma lo mascherano bene, ma su su mica tutti riescono a far tutto quel che fai te,
va beh si vede che gli altri hanno aiuti a destra e a manca… e via
così, oppure il mondo è pieno di gente con i superpoteri stile film
o cartoni animati e io mi son persa la puntata in cui li distribuivano! Ma no, ci sono! le ore degli altri scorrono più lentamente
mooolto più lentamente delle mie, deciso è così… altrimenti non
si spiega! Perché mica posso essere io che, molto più
semplicemente, sto invecchiando e rallentando i ritmi e sempre più
spesso ho bisogno di qualche ritaglio solo per me? Naaa, c’est pas
possible… 😅
Insomma,
per quel che mi riguarda, resta il fatto (concreto, tangibile, reale
ma soprattutto irrimediabile) che le famose giornate sono spesso
strapiene di “doveri” e di tanti piccoli e grandi impegni o
imprevisti che, mio malgrado, malgradissimo (vi mancavano eh i miei
strafalcioni inventivi? 😉) mi fanno spesso rimandare e accantonare altre cose,
magari anche più piacevoli, ma che restano un di più
nel mio quotidiano, come il blogghino appunto…
la
notizia buona, almeno per me, è che lui resta in letargo, vero, ma i lavori invece proseguono, a volte a ritmi lenti, a volte
iperproduttivi, a volte per necessità, a volte per puro svago, a
volte (quasi sempre) per prove tecniche varie, ma a trafficare
mastruzzare e artigianare difficile che smetta…
già, fortunatamente
le creazioni non rispecchiano per nulla i tempi del blog e anzi, direi
che viaggiano proprio con tempi inversamente proporzionali: meno tempo dedico al
blog, ai post, alle foto, alla parte prettamente tecnica del sito,
più tempo riesco a dedicare ai lavori veri e propri, visto che
nell’insieme appunto le ore son sempre quelle…
e
quindi rieccomi qui all'ennesima ripartenza e a perdermi nelle parole (sarà
mica per quello che… naaaaa, suvvia, cosa mai mi andate a pensare 😄) e a
mostrarvi una cosina, anzi: un coso fatto tempo fa ma
che mi piace sempre tanto, soprattutto per come è nato…
dalle
mascherine, da sera
e colorate, e poi con le tovagliette e i sottotazze
ho continuato a oltranza con il cucito e il patchwork, mia grande
passione insieme all’uncinetto, e quasi per caso è venuto al mondo un altro
dei miei aiutanti casalinghi, tanto utile quanto anomalo… come
nel primo caso di un mio coso (uh quanto tempo! Ve lo ricordavate?) dovrei trovargli un nome
consono e più politicamente corretto, lo so loso loso, ma io
continuo a preferire coso,
sì, anche per questo: il mio coso per stirare al volo robe piccole
ma non solo strette (altrimenti avevo già lo stiramaniche), il mio coso
per formare il nastro sbieco, il mio coso
per fare cose che servono a cosare cose… ecco là, fatto… il coso...
.jpg)
stavo
effettivamente facendo una delle tante tovagliette (ancora
non le ho mostrate tutte… vedrete vedrete) e ogni tot c’è
bisogno di una stiratina qui una stiratina lì (ebbene sì,
nonostante per questioni ecologiche stiro davvero molto poco,
praticamente mai, quando cucio determinate cose non ne posso proprio fare a meno)
serve per la buona riuscita del lavoro… e siccome la mia stanzetta-laboratorio non è che sia una piazza d’armi, ogni volta prendi l’asse,
quello grande, sposta
qui, metti lì, incrocia là, rimetti via tutto, riprendi di nuovo il
giorno dopo, pant uff sgrunt... tanto per cambiare, la
necessità aguzza l’ingegno: 💡 eureka!
ma
se io prendo quel mezzo
patchwork in stile libero, moltissimo libero, iniziato mesi fa,
con i ritagli di jeans e le prove dei punti della macchina da cucire,
aggiungo ancora una striscina
qui e una là, poi prendo
un po’ di gommapiuma per
imbottirlo e ammorbidirlo,
cerco una tavoletta di legno grande
circa così e poi... punta
qui, fissa lì, incolla là, avvita dietro due tappi in silicone, tagliati a metà, per fare i quattro piedini, et voilà! il gioco è fatto…
il
mio nuovo coso era finito senza quasi rendermene conto: magari non bellissimissimo ma senza dubbio comodo, sempre
a portata di mano e di ferro, all’occorrenza funge anche da puntaspilli e da base per inamidare piccoli lavori, lo posso
lasciare ovunque, anche in
verticale, tra due libri, sotto il ripiano della macchina da cucire,
prende poco spazio e non disturba... che
altro dire? Al prossimo coso
… no, dai… speriamo prima...
spero
piaccia anche a voi, racconto compreso, e se vi va
scrivetemelo nei commenti
❤ buona giornata e buona creatività a tutti ❤
alla prossima
❤