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Buongiorno e benvenuti a chi passa a visitarmi...
in questo blog troverete di tutto un pò (dei miei passatempi e delle mie piccole passioni quotidiane) lavoretti e creazioni varie, idee regalo, qualche istruzione, parecchio uncinetto,
prove di cucito, e poi borse borsette e borsellini, centri centrini e centroni, calzette e calzotte, sciarpe e sciarpone, scaldapolsi e scaldagola, collane ciondoli e bracciali, accessori vari
e tanto altro, tutto coloratissimo e fatto con Passione Amore e Fantasia ma soprattutto fatto a mano artigianando...
e... opsss... scusatemi per la grafica o i difetti del blog ma tecnologia e magalì non vanno ancora molto d'accordo...
se poi vi va di lasciare un segno del Vostro passaggio, con un commento, sarebbe molto carino e gradito...
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domenica 31 luglio 2022

gli amorini a filet e alcune curiosità… da pescatori

anche oggi presento uno dei lavori intravisti nelle foto dei mercatini… dopo lo gnomo della volta scorsa ecco ora gli amorini… stessa lavorazione a filet anche per questo “centrino” che sarebbe meglio chiamare centrone è alto circa un metro e largo quasi 65 cm, anche questo fatto parecchi anni fa, quando ancora magalì aveva gli occhietti buoni…



sono ormai tanti anni che non faccio più centrini, centroni, filet… anche perché non li uso, mi piace(va) farli e aver fatto contente tante destinatarie di regalini natalizi e non, soprattutto zie e nonne 🥰, ma visto che sono ormai démodé e non sempre vengono apprezzati e valutati per il tempo impiegato nel realizzarli e per tutto il lavoro che comportano, continuo a dire mai più! ma devo ammetterlo il mai direi mai è lì che mi aspetta al varco, ogni volta che rivedo le foto la voglia si fa sentirema p come curiosità e sfida personale “sarò ancora e di nuovo in grado di farne qualcuno?” magari non così grande ma… boh… 😳 naaaaa vade retro tentazione... 



e ora una piccola curiosità, chissà se sapete che questo tipo di lavorazione prende inizialmente spunto proprio dalle reti dei pescatori.... infatti filet in francese significa rete...

come ho accennato la volta scorsa inizialmente i centrini a filet non erano fatti a uncinetto ma si lavorava con ago e filo una rete creata partendo da un unico filo annodato in quadrati… una sorta di telaio base su cui creare un disegno di pieni e vuoti, stile pixel 😉, ma il lavoro non era fatto con il classico telaio a fili orizzontali e verticali, trama e ordito, che si intrecciano tra di loro, no no,.. nel filet antico, come nelle reti dei pescatori, bisogna intrecciare/annodare un filo unico, su se stesso, quadrato dopo quadrato, usando una dima, una sagoma che farà da misura per fare i suddetti quadrati tutti uguali, e una spoletta su cui arrotolare il filo per farlo scorrere meglio durante l'intreccio… il lavoro viene eseguito praticamente in diagonale, a piramide, facendo un nodino ad ogni incrocio per bloccare il filo stesso e far sì che i quadrati restino tali… come spesso dico è più facile a farlo che spiegarlo, in questo caso devo anche aggiungere più o meno... non è facilissimo, avevo provato anni fa ma... ho preferito continuare con il mio amato unciunci classico...




ho la fortuna di abitare in un posto di mare e da bimba/ragazzina mi incantavo a guardare i pescatori "rammendare" le reti che si erano strappate durante la pesca notturna... e all'epoca mica capivo come facevano... ora forse non se ne vedono più tanti in giro ma guardando loro, in teoria, si può imparare… magari se ne trovate uno paziente che rallenta un po’, perché sono davvero velocissimi! 

una volta fatta la rete, con ago e filo si riempivano i vari quadratini necessari a formare il disegno voluto, secondo lo schema… a volte ricamando anche altri ghirigori qua e là…





un altro lavoro a filet che ho già pubblicato è quello con il cesto di fiori, un po' più piccolo di questo, e gli altri centrini tondi classici li potete vedere in questo post...

ma questo grande vi è piaciuto? se trovate un minuto per me vi aspetto nei commenti...


❤    buona giornata e buona creatività a tutti  

alla prossima

mercoledì 27 luglio 2022

lo gnomo nel bosco

eccomi di nuovo a scrivere ma tranquilli questa volta cerco di restare nei ranghi, con i papponi infernali di infinite parole mi fermo un po’ 🙃però mi ricollego al post precedente perché nelle foto dei mercatini si sono viste e intraviste parecchie creazioni che ancora qui in blog non ho presentato… quindi ne approfitto per pubblicarne alcune, lo riprometto sovente (un post su tutti quello della sciarpina panna a righe con foglioline) e in questi ultimi mesi tra il riordino delle foto e l’aver ripreso a pubblicare ne ho sempre più voglia... 




oggi con piacere e un po’ di nostalgia (ma solo per il periodo in cui li ho fatti… ero giovane e ancora ci vedevo bene 🧐) metto le foto di uno dei centrini grandi lavorati a filet… inizio con quello dello gnomo... 




che poi, a voler esser precisa, non sarebbe proprio un centrino, generalizzo sempre con questi lavori e li chiamo tutti così ma non credo sia il termine correttoper prima cosa perché è quadrato, anzi rettangolare e non è nemmeno tanto “ino-ino”, misura circa 50 x 60 cm, e poi perché in effetti quelli lavorati a filet non sarebbero propriamente dei “centrini” nel senso puro del termine ma semplicemente lavori a filet... e a voler andare ancora più a fondo, ed essere pignolissima, il vero filet inizialmente era quello lavorato a telaio e non a uncinetto… si faceva prima la rete di quadratini vuoti e poi anche in quel caso si riempivano per formare il disegno ma con ago e filo, ricamando quindi… ma parliamo di parecchi anni fa, se non addirittura secoli, poi negli anni si è ripreso il nome e così è rimasto anche per la lavorazione a uncinetto, come quella di questo lavoro, con un gioco di quadrati pieni e vuoti… i primi formati da quattro punti alti e quelli vuoti da un punto alto, due catenelle, un punto alto...



il mio gnometto di oggi non è gigantesco ma già è stato un bel lavoro, per me e per quegli anni in senso di dimensione (lavoravo a tempo pieno, pienissimo! forse mi serviva come sfogo antistress 😄), bisogna dire che il filet è anche un bell’esercizio per imparare e prendere confidenza con l’unciunci… difficile non è di sicuro: punti alti e catenelle e si segue il disegno, diventa persino noioso dopo un po’ e infatti preferivo fare i classici rotondi, i “centrini della nonna” per eccellenza, come questi che ho postato tempo fa, oppure, se a filet, farli più piccoli tipo quello col cesto di fiori... 




non so se ve ne siete accorti ma anche oggi siam pieni di geometria… come dicevo nel post del biscorno, torna sempre… geometriam geometrando…

piaciuto il mio gnometto?


❤    buona giornata e buona creatività a tutti  

alla prossima


sabato 16 luglio 2022

quando il rustico incontra il romantico... tovagliette in juta parte terza

siccome non c’è due senza tre e ho ormai sdoganato con lo stile shabby chic, eccomi al terzo post con le tovagliette in juta… questa volta è l’ultima, promesso, di queste in juta e per il momento 🥰... però ne presento due serie… una con un bordino ricamato bianco e rosa e una coppia con un pizzo antico… stesso stile delle due serie precedenti col pizzo bianco e col pizzo giallo ma diverse nel tipo di applicazione, anzi sarebbe meglio dire diverse nella quantità di bordo applicato…



come si vede dalle foto, e dopo diverse prove, in queste ho preferito non mettere il bordino in tutto il perimetro…
per una coppia ho applicato il nastro ricamato, bianco e rosa, solo lateralmente, sui due lati corti… non c’è un motivo particolare, né mi mancava la materia prima, solo mentre le cucivo mi son piaciute di più così… forse perché non è un bordo in pizzo ma in stoffa ricamata, quindi pieno e non traforato… non lo so, davvero… estro del momento… 




in quelle col pizzo antico invece l’ho messo solo alla baseè un bordo davvero notevole, nel senso che, secondo me, è bellissimo e lavorato molto finemente (preciso che non l’ho fatto io, non mi autoloderei mai così... mi è stato regalato ma non da chi lo ha fatto), credo addirittura sia realizzato ad ago e filo o a tombolo, non son riuscita a decifrare la lavorazione... ma è parecchio alto e “importante” quindi ho preferito lasciarlo così, mi sembrava più bello il lavoro finito… in ognuna delle prove appariva tutto troppo “pesante” così alla fine ho optato per questa soluzione… e per lo stesso motivo, ho fatto il passante porta-tovagliolo o per le posate, il taschino aperto laterale (che ancora non ho scoperto se ha un nome specifico) direttamente con una striscia di juta... 





chissà tra tutte quelle presentate quale preferite? se vi fa piacere e trovate un po’ di tempo, scrivetemelo nei commenti… che a me fan piacere di sicuro…


❤    buona giornata e buona creatività a tutti  

alla prossima